Che senso ha, nel ventunesimo secolo esercitarsi sulla raffigurazione esatta, sulla banale e ordinaria riproduzione del reale? La risposta è che, ancora una volta, dietro a ciò che appare c'è un senso in più. È soprattutto nell’invisibile che si rivela il sublime. L'iperrealista si impone di analizzare il vero con una precisione ed una fedeltà tali da trasfigurarla, da renderla più vera della verità sin nei suoi 'inganni ottici' più complessi. 
E quindi ancora una volta in maniera non realistica: è il trionfo del paradosso: la riproduzione maniacale della realtà che, all'atto pratico, la supera e la stravolge.

 

L'artista romano Stefano Agostini
e' da sempre appassionato alla maniera classica del disegno e pittura.Firma le sue opere con il nome d’arte olandese "Paul De Haan",come un nuovo fiammingo contemporaneo. Lo studio del soggetto-oggetto e' totale,ogni tessera della materia e' ricercata in tutte le sue peculiari forme e riflessi.

 

Riprende le lezioni dei grandi maestri del passato,ma con una letteratura iconica assoluta e personale.Al di la' di quel che si può ammirare nelle sue opere c'è sicuramente "un'anima segreta"che si fa pelle di ogni sensazione del mondo.

L'occhio attento e curioso dell'artista registra l'intimità della luce che nella stereopsi si condensa in poesia universale.Il piacere del dipingere dell'autore romano dialoga da Jan Van Eyck e Robert Campin,Caravaggio,Baschenis,Ceruti,sino agli artisti d'oggi come l'olandese Tjalf Sparnaay.

Non c'è che da dire osservando questi preziosi capolavori "Stefanus Agostini fuit hic".

Danilo Giusino (Esperto D'arte)
 

Dicono di me

P I T T O R E

PAUL DE HAAN

© Paul De Haan 2018